Gli Avvocati visti dai cittadini

Cassa Forense e CENSIS presentano il Rapporto sullo Stato dell’Avvocatura italiana.

Presentato il Rapporto sullo Stato dell’Avvocatura italiana, elaborato dal CENSIS in collaborazione con Cassa Forense. “Per il 60% degli italiani l’immagine degli avvocati è danneggiata dal cattivo funzionamento del sistema giudiziario. Il 51% dei cittadini ha rinunciato a far valere i propri diritti a causa delle sue inefficienze”.

La professione forense, secondo i dati del CENSIS, non ha cessato di essere un’attività prestigiosa, ma certamente non occupa più i primi posti della classifica. Per gli italiani la professione forense offre indubbi vantaggi, come l’autonomia nell’organizzazione dell’attività (81%), i guadagni elevati (74%) e la dinamicità (82%); ma l’attività dell’avvocato, per molti degli interpellati, presenta anche svantaggi, come per esempio la necessità di aggiornamento continuo (83%), l’eccessiva concorrenza (74%) la scarsa capacità di innovazione (56%).

Tre peccati originali del pct,cure possibili

Tutti i tentativi per risolvere i gravi problemi di inefficienza della giustizia civile italiana si stanno rivelando, quantomeno, inefficaci.

Invece di risolvere il problema principale (la eccessiva lunghezza delle cause), si agisce cercando di rendere più difficoltoso l’accesso alla giustizia: con tasse sempre più alte, l’obbligo di esperire costose e lunghe procedure preliminari, adempimenti burocratici complessi con conseguenze – in caso di errore – fatali, costi iniziali altissimi perché l’avvocato – lui sì – ha termini molto brevi, entro i quali deve già redigere atti completi e complessi.

Dall’altro lato si sbandierano, a sproposito, i successi del c.d. processo civile telematico, come se questi rappresentassero un passo avanti per l’accelerazione dei processi civili: dico “a sproposito”, in primis perché trattasi perlopiù di un sistema digitale di deposito/notifiche di atti e documenti del giudizio, che, come si è visto, non sono la causa della lentezza dei processi; in secondo luogo perché, trattandosi di un obbligo, l’aumento esponenziale dei depositi telematici non è un successo, ma una mera conseguenza dell’obbligo stesso.

Trasferimento magistrati

Con nota del 10 marzo c.m. la Presidenza del Tribunale di Agrigento ha comunicato al Presidente dell’Ordine forense locale l’avvenuto trasferimento dei magistrati Bruno e Gagliano ad altre sedi presso le quali hanno già preso servizio sin dal 15.02.2016.