Guida ricerca esecuzioni

Verificare se a carico di un privato o di una società penda una procedura esecutiva. Breve guida pratica dell’Avv. Salomone.
E’ possibile effettuare una ricerca “esplorativa” su polis web purchè si conoscano i dati anagrafici del soggetto (nome, cognome e codice fiscale) o dati societari della persona giuridica (denominazione e partita IVA) e si sia abilitati ad accedere ad un Punto di Accesso a Polisweb…

Identità digitale, SPID

L’istituzione del Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale di cittadini e imprese (SPID) consente alle pubbliche amministrazioni di fare accedere ai propri servizi in rete, oltre che con lo stesso SPID, anche con la carta d’identità elettronica e la carta nazionale dei servizi. Il termine entro il quale la disposizione entrerà in vigore sarà stabilito con il decreto attuativo. La possibilità di accesso con carta d’identità elettronica e carta nazionale dei servizi resta comunque consentito indipendentemente dalle modalità predisposte dalle singole amministrazioni.

Il sistema SPID è costituito come insieme aperto di soggetti pubblici e privati che, previo accreditamento da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale, gestiscono i servizi di registrazione e di messa a disposizione delle credenziali e degli strumenti di accesso in rete nei riguardi di cittadini e imprese per conto delle pubbliche amministrazioni.

L’autosufficienza in Cassazione

I principi di chiarezza, sinteticità e leggerezza espositiva nel protocollo Cassazione/CNF.

La scelta coraggiosa della Suprema Corte e del Cnf di stipulare il protocollo d’intesa sulle raccomandazioni o regole redazionali dei motivi di ricorso (in materia civile e tributaria) del dicembre 2015 si inserisce in un dibattito aperto da molti anni sulle modalità di presentazione e sul contenuto degli atti in Cassazione.

Protagonista del dibattito è il principio di autosufficienza, secondo cui “è requisito sufficiente ma indispensabile – a pena di inammissibilità dell’impugnazione – che dal contesto del ricorso, ovvero dalla semplice lettura di tale atto – con esclusione di ogni altro documento – vale a dire senza dovere ricorrere ad altre fonti, inclusa la medesima sentenza impugnata, si pervenga alla conoscenza del fatto sostanziale e processuale e, quindi, si comprendano senso e portata delle critiche avanzate verso la decisione del grado precedente”. 

Il fondamento normativo di tale principio è nell’art.366, 1 comma, n.6 c.p.c., ove è richiesto a pena di inammissibilità del ricorso in Cassazione la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali la domanda si fonda...segue