Identità digitale, SPID

L’istituzione del Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale di cittadini e imprese (SPID) consente alle pubbliche amministrazioni di fare accedere ai propri servizi in rete, oltre che con lo stesso SPID, anche con la carta d’identità elettronica e la carta nazionale dei servizi. Il termine entro il quale la disposizione entrerà in vigore sarà stabilito con il decreto attuativo. La possibilità di accesso con carta d’identità elettronica e carta nazionale dei servizi resta comunque consentito indipendentemente dalle modalità predisposte dalle singole amministrazioni.

Il sistema SPID è costituito come insieme aperto di soggetti pubblici e privati che, previo accreditamento da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale, gestiscono i servizi di registrazione e di messa a disposizione delle credenziali e degli strumenti di accesso in rete nei riguardi di cittadini e imprese per conto delle pubbliche amministrazioni.

L’autosufficienza in Cassazione

I principi di chiarezza, sinteticità e leggerezza espositiva nel protocollo Cassazione/CNF.

La scelta coraggiosa della Suprema Corte e del Cnf di stipulare il protocollo d’intesa sulle raccomandazioni o regole redazionali dei motivi di ricorso (in materia civile e tributaria) del dicembre 2015 si inserisce in un dibattito aperto da molti anni sulle modalità di presentazione e sul contenuto degli atti in Cassazione.

Protagonista del dibattito è il principio di autosufficienza, secondo cui “è requisito sufficiente ma indispensabile – a pena di inammissibilità dell’impugnazione – che dal contesto del ricorso, ovvero dalla semplice lettura di tale atto – con esclusione di ogni altro documento – vale a dire senza dovere ricorrere ad altre fonti, inclusa la medesima sentenza impugnata, si pervenga alla conoscenza del fatto sostanziale e processuale e, quindi, si comprendano senso e portata delle critiche avanzate verso la decisione del grado precedente”. 

Il fondamento normativo di tale principio è nell’art.366, 1 comma, n.6 c.p.c., ove è richiesto a pena di inammissibilità del ricorso in Cassazione la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali la domanda si fonda...segue

Processo amm.telematico

L’art.2 del D.L. n.210 del 30 dicembre 2015, convertito con modificazioni dalla L. 25 febbraio 2016, n. 21, ha indicato la data del 1° luglio 2016 per l’avvio a regime del Processo amministrativo telematico prevedendo che, a decorrere dalla data di pubblicazione del d.P.C.M recante le relative regole tecnico/operative e fino alla data del 30 giugno 2016, si proceda alla relativa sperimentazione presso i Tribunali amministrativi regionali ed il Consiglio di Stato, in attuazione del criterio di graduale introduzione del PAT…

Gli Avvocati visti dai cittadini

Cassa Forense e CENSIS presentano il Rapporto sullo Stato dell’Avvocatura italiana.

Presentato il Rapporto sullo Stato dell’Avvocatura italiana, elaborato dal CENSIS in collaborazione con Cassa Forense. “Per il 60% degli italiani l’immagine degli avvocati è danneggiata dal cattivo funzionamento del sistema giudiziario. Il 51% dei cittadini ha rinunciato a far valere i propri diritti a causa delle sue inefficienze”.

La professione forense, secondo i dati del CENSIS, non ha cessato di essere un’attività prestigiosa, ma certamente non occupa più i primi posti della classifica. Per gli italiani la professione forense offre indubbi vantaggi, come l’autonomia nell’organizzazione dell’attività (81%), i guadagni elevati (74%) e la dinamicità (82%); ma l’attività dell’avvocato, per molti degli interpellati, presenta anche svantaggi, come per esempio la necessità di aggiornamento continuo (83%), l’eccessiva concorrenza (74%) la scarsa capacità di innovazione (56%).