Fatturazione e deontologia

Omessa o tardiva fatturazione dei compensi percepiti: il condono fiscale non scrimina l’illecito deontologico. L’avvocato ha l’obbligo, sanzionato dall’art. 16 ncdf (già art. 15 cod. prev.), di emettere fattura tempestivamente e contestualmente alla riscossione dei compensi, restando irrilevante l’eventuale ritardo nell’adempimento in parola, non preso in considerazione né dal codice deontologico né dalla legge statale (DPR 633/72). Peraltro, l’illecito deontologico in parola non è neppure scriminato dall’adesione dell’incolpato all’eventuale condono fiscale, salvo espressa previsione normativa in tal senso (Nel caso di specie, il professionista aveva impugnato la sanzione disciplinare contestando la sussistenza dell’illecito deontologico di omessa fatturazione, per il solo fatto di aver aderito al c.d. “condono tombale”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato il ricorso).

Consulta su art.516 cpp

 il Tribunale ordinario di Torino ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 24, secondo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 516 del codice di procedura penale, «nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento l’applicazione di pena, a norma dell’art. 444 c.p.p., relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell’istruzione dibattimentale, che forma oggetto di nuova contestazione». Secondo il collegio rimettente, anche nel caso di modificazione “fisiologica” dell’imputazione, impedire la richiesta di patteggiamento sarebbe in contrasto con l’art. 24, secondo comma, Cost. perché determinerebbe una compressione dei diritti di difesa dell’imputato, al quale non potrebbe «essere addebitata alcuna colpevole inerzia», né potrebbero «esser[e] attribuite le conseguenze negative di un “prevedibile” sviluppo dibattimentale il cui rischio sia stato liberamente assunto».

Sulla LIBERTA’

Libertà! Quante volte, nel corso della storia, questo termine è stato invocato, osannato, anelato, vilipeso, cantato, calpestato, deriso, rispettato, venerato, vituperato… In nome di essa è stato versato tantissimo sangue. Sono state compiute esaltanti gesta per ottenerla e spesso senza risultato.. Eppure, ancora oggi, per tanti non è chiaro il valore umano che essa implica e l’importanza del prioritario rispetto e della necessità di una costante tutela del diritto di LIBERTA’. Tra i primi chiamati a rispettarne l’essenza, v’è lo Stato, unica Autorità che può, nei casi eccezionali previsti dalla legge, limitarla. Unico ed ineliminabile, pertanto, si staglia il ruolo dell’Avvocato nella tutela reale della libertà del cittadino nei confronti di chiunque, con la sua assoluta indipendenza da qualsivoglia centro di potere.
Si confronteranno su questi temi con gli studenti del Liceo ‘Saetta-Livatino’ di Ravanusa, domani luned’ 23 ottobre, gli Avvocati Raffaele Barra e Valeria Licalzi del libero Foro di Agrigento.