Rito lavoro, termine a comparire

“il principio del giusto processo (….) non si esplicita nella sola durata ragionevole dello stesso”, dovendosi “evitare di sanzionare comportamenti processuali ritenuti non improntati al valore costituzionale della ragionevole durata del processo, a scapito degli altri valori in cui pure si sostanzia il processo equo, quali il diritto di difesa, il diritto al contraddittorio, e, in definitiva, diritto ad un giudizio” (Cass.S.U., 12 marzo 2014, n. 5700).

La Corte d’Appello di Caltanissetta, con sentenza n. 129/2015, ha dichiarato improcedibile l’appello proposto avverso la sentenza del Tribunale della stessa sede che aveva respinto impugnativa di licenziamento disciplinare. Depositato il ricorso in appello in data 3.12.2014 e ricevuta in data 9.12.2014 comunicazione dalla cancelleria del decreto di fissazione di udienza per il 28.1.2015, l’appellante aveva dato corso alle attività di notificazione del ricorso e del pedissequo decreto solo il 7.1.2015, con notifica perfezionatasi in pari data, quando mancavano ventuno giorni all’udienza di discussione, sicché ne risultava violato il termine a comparire di cui all’art. 435,co. 3, cpc.

Demolizione e richiesta di sanatoria

Urbanistica.Ordine di demolizione e richiesta di sanatoria. Il privato destinatario di un ordine di demolizione può richiedere la sanatoria delle opere eseguite, ai sensi dell’art. 36 D.P.R. 380/2001, anche oltre il termine di 90 giorni dalla notifica dell’ordinanza. Ciò si ricava dalla chiara lettera del comma 1 dell’art. 36, che ammette la possibilità di ottenere l’accertamento di conformità “fino alla scadenza dei termini di cui agli articoli 31, comma 3, 33, comma 1, 34, comma 1, e comunque fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative”. La domanda di accertamento di conformità può quindi essere presentata in un momento successivo alla scadenza del termine ex art. 31, comma 3, cit., ove a tal momento non siano state ancora in concreto irrogate le sanzioni amministrative.

Concorso esterno 416-bis c.p.

È configurabile il concorso esterno nel reato di associazione di tipo mafioso nell’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso, in forza del quale il personaggio politico, a fronte del richiesto appoggio dell’associazione nella competizione elettorale, s’impegna ad attivarsi una volta eletto a favore del sodalizio criminoso, pur senza essere organicamente inserito in esso,a condizione che: