Contestazione e decisione

Deontologia. Corrispondenza tra addebito contestato e pronuncia disciplinare: il divieto di decisioni a sorpresa. La difformità tra contestato e pronunziato (nella specie, esclusa) si verifica nelle ipotesi di c.d. “decisione a sorpresa”, ovvero allorchè la sussistenza della violazione deontologica venga riconosciuta per fatto diverso da quello di cui alla contestazione e, dunque, la modificazione vada al di là della semplice diversa qualificazione giuridica di un medesimo fatto, ditalché la condotta oggetto della pronuncia non possa in alcun modo considerarsi rientrante nell’originaria contestazione. Tale principio di corrispondenza tra addebito contestato e decisione disciplinare è inderogabile, in quanto volto a garantire la pienezza e l’effettività del contraddittorio sul contenuto dell’accusa ed è finalizzato a consentire, a chi debba rispondere dei fatti contestatigli, il compiuto esercizio del diritto di difesa, costituzionalmente garantito.

Fisco, non punibilità

Il contribuente assistito da commercialista rimane obbligato ad adempiere la pretesa tributaria. L’obbligo è escluso soltanto in caso di condotta fraudolenta del professionista incaricato.

1. Con l’unico motivo di ricorso i ricorrenti deducono violazione e falsa applicazione dell’art. 1  della legge 423 del 1995 e dell’art. 6 del d. Ivo 472 del 1997. Censurano la sentenza della CTR laddove ha ritenuto applicabili le sanzioni, per quanto fosse evidente dagli atti che la responsabilità per l’omessa dichiarazione fosse addebitabile esclusivamente al consulente che seguiva la società per le pratiche fiscali e per quanto, appreso del comportamento di quest’ultimo, i ricorrenti nel 2006 avessero provveduto ad inoltrare denuncia penale per truffa nei suoi confronti – da cui l’insorgenza di procedimento penale a suo carico – e a citarlo in sede civile per il risarcimento dei danni. Il motivo è infondato.
1.1. Le due cause di non punibilità invocate dal contribuente per sostenere la non applicazione delle sanzioni non appaiono, infatti, applicabili nel caso di specie, mancandone i presupposti….

Equo compenso,emendamento

Il Senato della Repubblica ha approvato l’istituto dell’ “equo compenso” con l’introduzione dell’art. 13 bis nella Legge professionale, come di seguito riportato:

  1. Dopo l’articolo 13 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, è inserito il seguente:

Consulta su gratuito patrocinio

Corte costituzionale Sentenza nr. 219 dell’11 luglio – 20 ottobre 2017. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Patrocinio a spese dello Stato ‒ Condizioni per l’ammissione al beneficio – Limite reddituale costituito dalla somma dei redditi di ogni familiare convivente, compreso l’istante. – Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)», art. 76, comma 2. – (T-170219) (GU 1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n.43 del 25-10-2017)