Falso materiale

Deve ritenersi integrare il reato di cui all’art. 476 c.p., anche l’alterazione compiuta sulla fotocopia di un atto pubblico esistente, ovvero il  fotomontaggio di più pezzi di atti veri, ovvero ancora la creazione artificiosa di una fotocopia di un atto inesistente. A tal fine è del tutto indifferente che la copia sia autentica (nel qual caso vi sarebbe piuttosto un falso ideologico del soggetto certificante), tanto più quando la provenienza dell’atto e le circostanze del suo utilizzo ne facciano presumere la conformità all’originale e dunque inducano il privato a ritenere che tale atto pubblico originale sia esistente ( così, Sez. 5, Sentenza n. 40415 del 17/05/2012, 

Clausole vessatorie illeggibili

Clausola vessatoria scarsamente o per nulla leggibile. In materia di contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari predisposti per disciplinare in modo uniforme determinati rapporti (nella specie, utenza telefonica), la clausola con cui si stabilisce una deroga alla competenza territoriale ha natura vessatoria e deve essere, ai sensi dell’art. 1341, secondo comma, cod. civ., approvata espressamente per iscritto. Qualora la medesima risulti scarsamente o per nulla leggibile, sia perché il modello è in fotocopia sia perché i caratteri grafici sono eccessivamente piccoli, il contraente debole può esigere dalla controparte che gli venga fornito un modello contrattuale pienamente leggibile; ma, ove ciò non abbia fatto, non può lamentare in sede giudiziale di non aver rettamente compreso la portata della suddetta clausola derogatoria.

Pst,ferma consultazione anonima

Consultazione anonima dei registri di cancelleria. La consultazione anonima dei registri di cancelleria è momentaneamente sospesa per programmate attività di manutenzione. Si fa riserva di comunicare il riavvio. pst.giustizia.it

Decisione su ctu, motivazione

i ricorrenti si dolgono, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3 della “violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c.”, per non aver concesso alla S. la possibilità di dimostrare il danno biologico subito tramite c.t.u. medico legale per la valutazione dello stato di salute psicofisico degli attori, che pure era stata richiesta tempestivamente nell’atto di citazione e ribadita nel corso di entrambi i giudizi di primo grado e di appello.

Il motivo è inammissibile. Il giudice di merito ha escluso il risarcimento del danno biologico per mancata prova dei pregiudizi alla salute lamentati dalla S. e dalla figlia, nonchè del nesso di causalità tra le immissioni e i medesimi pregiudizi, avendo ritenuto inidonea la certificazione medica prodotta in giudizio perchè alcuni dei medici certificanti avrebbero solamente riportato quanto riferito loro dalla S., e in ogni caso non avrebbero collegato i disturbi con le immissioni sonore.