Relazione Garante detenuti

Garante nazionale dei privati della libertà. Relazione al Parlamento 2018. Le aree di privazione della libertà personale spaziano (.) da quella di ambito penale a quella di tipo amministrativo, a quella in ragione sanitaria fino a quella che si determina in situazioni in cui alla persona non è riconosciuta autonomia decisionale e l’istituzione assume il compito di determinare la sua quotidianità. Sono, quindi, sostanzialmente quattro le aree su cui il Garante nazionale ha operato nel suo secondo anno di attività. La prima è certamente la più evidente anche nella propria denominazione: riguarda la detenzione penale, sia degli adulti che dei minori, la privazione della libertà nelle comunità chiuse ove una persona è ristretta in virtù di un provvedimento appunto di natura penale e, quindi, abbraccia una grande varietà di situazioni soprattutto per quanto riguarda la giustizia minorile. Questa area, che include anche la giustizia penale militare, è forse la più presidiata attraverso il potere di vigilanza della magistratura, l’attività di molteplici attori istituzionali, quali i membri del Parlamento e i Garanti territoriali dei detenuti, nonché l’attività di un mondo associativo attento e presente…

…Certamente, tuttavia, l’introduzione di un organismo di vigilanza e monitoraggio non è di per sé sufficiente alla prevenzione di possibili situazioni di non rispetto della dignità della persona, né alla effettività della tutela dei diritti di chi, privato della libertà, è affidato alla responsabilità dello Stato. Occorre sempre far crescere la cultura dei diritti, in primo luogo in chi in tali Istituzioni opera e, parallelamente, nella società esterna che affida a essi un compito di delega non semplice. Da qui la vasta
azione di formazione che il Garante nazionale ha sviluppato in quest’anno, sia autonomamente che in collaborazione con le Amministrazioni interessate. La formazione con la Scuola della Magistratura, la Polizia di Stato, la Direzione generale della formazione dell’Amministrazione penitenziaria, il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno, ha trovato uno sviluppo anche nelle continue collaborazioni con le Università italiane e straniere – in particolare in riferimento
a Master di II livello – e con Istituzioni e Associazioni internazionali, la cui azione è particolarmente rivolta alle vulnerabilità sociali e all’effettività dei diritti per tutti. All’interno delle reti messe in campo dal Consiglio d’Europa per lo sviluppo di meccanismi nazionali di prevenzione nei Paesi che hanno ratificato l’Opcat, il Garante nazionale è stato, infatti, coinvolto come esperienza positiva di metodo di lavoro in grado di formare realtà nascenti…

Relazione al Parlamento 2018

Fonte; http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it

 

Lo stato delle carceri italiane nella relazione del Garante per i detenuti

https://www.youtube.com/channel/UC_bFWlnnADxGUXA3igouBiw
News TV2000

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