Consulta su “Messa alla prova”

Consulta su “Messa alla prova”. L’Istituto della “messa alla prova” non viola gli articoli 27 e 25 della Costituzione, sotto il profilo della presunzione di non colpevolezza e della determinatezza del trattamento sanzionatorio. Lo ha deciso la Corte costituzionale con la sentenza nr.91/2018. La messa alla prova sospende il procedimento su richiesta dell’imputato per cui non viola l’art 27 della Costituzione non essendovi una condanna: l’imputato (incensurato)  aderisce al programma di risocializzazione all’esito del quale, se la relazione dei servizi risulta positiva, comporta l’estinzione del reato pronunciata dal giudice.  Non viola l’ art 25 della Costituzione (presunzione di innocenza) in quanto chi si avvale di esso, in qualsiasi momento può rinunciarvi ed optare per la riapertura del processo che lo riguarda. 

La Corte costituzionale

1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 464-quater, comma 1, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 111, sesto comma, 25, secondo comma, e 27, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Grosseto, con l’ordinanza indicata in epigrafe;

2) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 464-quater e 464-quinquies cod. proc. pen., sollevate, in riferimento all’art. 27, secondo comma, Cost., dal medesimo Tribunale, con l’ordinanza indicata in epigrafe;

3) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 168-bis, secondo e terzo comma, del codice penale, sollevata, in riferimento all’art. 25, secondo comma, Cost., dal medesimo Tribunale, con l’ordinanza indicata in epigrafe;

4) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 464-quater, comma 4, cod. proc. pen., sollevate, in riferimento agli artt. 97, 101 e 111, secondo comma, Cost., dal medesimo Tribunale, con l’ordinanza indicata in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 febbraio 2018.

Corte costituzionale. Sentenza nr.91.2018, depositata in Cancelleria il 27 aprile 2018.

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