Difensore ufficio cancellato da elenco

La semplice cancellazione dall’elenco nazionale dei difensori di ufficio, previsto dall’art. 29 delle disposizioni di attuazione del codice di rito e richiamato dall’art. 97, co. 2, c.p.p., non impedisce l’esercizio dell’attività difensiva e non fa venir meno l’obbligo per il suddetto difensore di prestare il patrocinio, sancito dall’art. 97, co. 5, c.p.p., che, va sottolineato, è posto a carico del difensore di ufficio in quanto tale (a prescindere, cioè, dall’iscrizione nel menzionato elenco nazionale) e grava su quest’ultimo sino a quando non venga sostituito per giustificato motivo.

L’iscrizione del difensore nelL’iscrizione del difensore nell’elenco nazionale dei difensori di ufficio, in altri termini, rappresenta semplicemente un presupposto di natura amministrativa, che serve ad orientare l’autorità giudiziaria nella scelta da operare quando deve nominare un difensore di ufficio, ai sensi dell’art. 97, co. 3, c.p.p., ma non incide, come si è detto, sul complesso dei diritti e dei doveri che appartengono alla sfera processuale del suddetto difensore all’interno del nuovo codice di procedura penale, che,innovando rispetto al precedente ed ispirandosi all’esigenza di assicurare la concreta ed efficace tutela dei diritti dell’imputato, ha attuato la sostanziale equiparazione della difesa d’ufficio a quella di fiducia.

Cass.Penale Sez. 5,Sent. Nr. 5816 Anno 2018
Data Udienza: 10/10/2017

 

 

 

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