Inesistenza e nullità

Differenza. In tema di notifica di impugnazione. il codice non contempla in realtà la categoria della “inesistenza“,  nemmeno con riguardo alla sentenza priva della sottoscrizione del giudice. Il criterio distintivo il più possibile chiaro, univoco e  sicuro tra le tradizionali nozioni di inesistenza e di nullità della notificazione deve dipartirsi dalla ricostruzione sistematica che di esso ha dato la recente pronuncia a Sezioni Unite, n. 14916 del 2016, che ha toccato la stessa validità concettuale, e la concreta utilità) della distinzione tra le due nozioni, cioè, in sostanza, la configurabilità della inesistenza come “vizio” dell’atto, autonomo e più grave della nullità, con le conseguenze che ne derivano. 

La nozione di inesistenza della notificazione debba essere definita in termini assolutamente rigorosi, cioè confinata ad ipotesi talmente radicali che il legislatore ha, appunto, ritenuto di non prendere nemmeno in considerazione (le Sezioni Unite segnalano che già da tempo la giurisprudenza ha sottolineato l’esigenza di assegnare carattere residuale alla categoria dell’inesistenza della notificazione: Cass.sez.un, n. 22641/2007 e n. 10817/2008; Cass. n. 6183 del 2009 e n.12478 del 2013).

L’inesistenza della notificazione è configurabile, oltre che in caso di totale mancanza materiale dell’atto, nelle sole ipotesi in cui venga posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile quell’atto. Ha ricostruito quindi la nozione di inesistenza non come un vizio dell’atto più grave della nullità, ma ha ricondotto la dicotomia nullità/inesistenza alla radicale bipartizione tra l’atto e il non atto. 

Laddove il procedimento notificatorio sia iniziato nei termini (indirizzando, nella specie, l’atto verso il suo corretto destinatario, nel luogo ove questi aveva eletto domicilio, esattamente indicato tranne che nella indicazione delle due cifre di cui era composto il numero civico, che erano state invertite) e al primo tentativo di notifica, conclusosi con la irreperibilità del destinatario, ne sia seguito, in un tempo ragionevole e comunque non superiore a quanto indicato da Cass. n. 14594 del 2016 un secondo andato a buon fine, ma conclusosi dopo la scadenza del termine per impugnare, il procedimento notificatorio debba essere considerato nella sua interezza e la nullità conseguente all’esito negativo del primo tentativo possa ritenersi sanata per raggiungimento dello scopo, per la riattivazione del procedimento notificatorio effettuata su iniziativa della parte stessa. In questo senso si è già espressa, dopo la richiamata pronuncia delle Sezioni Unite, la ordinanza n. 2174 del 2017.

L’attività dell’ufficiale giudiziario di ricerca del destinatario non si esaurisca nell’effettuare il sopralluogo all’indirizzo indicato dal mittente ed a cercare sul posto il nominativo da questi indicato, ma, ove non si reperisca in tal modo il destinatario deve articolarsi anche nella necessaria attività di acquisizione sul posto di informazioni che, senza impegnare l’ufficiale giudiziario in una ricerca del destinatario o in una attività sostitutiva della diligenza della parte, gli possano consentire di conseguire l’esito positivo del procedimento notificatorio.

Cass. Civile Sez. 3, Sent. Nr. 5663 Anno 2018
Pubbl. 09/03/2018

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