Accesso civico,no sentenze integrali

La richiesta di accesso civico agli atti giudiziari deve essere valutata con attenzione dalla pubblica amministrazione, per evitare un’indiscriminata diffusione di informazioni delicate sulle persone coinvolte. Questa è l’indicazione del Garante per la protezione dei dati che ha condiviso la scelta di un Comune di non concedere la copia integrale delle sentenze e dei provvedimenti di condanna al pagamento di somme in favore del Comune, nonché di tutti i procedimenti di riscossione ancora aperti.

L’associazione che aveva presentato l’istanza, sosteneva che la normativa sulla trasparenza (spesso indicata come Foia) garantisse il libero accesso a tutta la documentazione. Il Comune, al contrario, riteneva che andasse bilanciata con la necessità di tutelare la riservatezza di decine di controinteressati i cui dati personali – anche sensibili – erano riportati nelle sentenze. Al fine di ottemperare alla richiesta di accesso civico, l’ente pubblico aveva quindi rilasciato solo un quadro riassuntivo che riportava, tutti gli elementi ritenuti di interesse pubblico, quali il numero di sentenza, l’oggetto della lite, lo stato attuale dell’azione esecutiva intrapresa dall’Amministrazione e l’eventuale riscossione.

Fonte e contenuti integrali Newsletter Garante privacy 28.02.2018

 

 

 

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