Linee guida Anac non vincolano COA

Sentenza del TAR Lazio. Le linee guida dell’Autorità Nazionale anticorruzione in materia di obbligo di pubblicazione di dati personali da parte di Ordini professionali, sia nazionali che territoriali, non hanno valore vincolante ma di mero indirizzo, e quindi non hanno portata cogente.

Le Linee guida dell’Anac (determinazione n. 241 dell’8 marzo 2017) che danno indicazioni in merito all’obbligo che grava sui titolari di ‘incarichi politici, di amministrazione, di governo o dirigenziali’ (Dlgs 33/2013) di pubblicare una serie di dati (fra cui anche i compensi e gli importi di viaggi di servizio) non hanno natura cogente.

Dunque non e’ vincolante neppure la previsione, espressa sempre dall’Anac, secondo cui le medesime linee di indirizzo sono valide ‘anche per gli ordini professionali, sia nazionali che territoriali’ (con riferimento agli ‘incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo comunque denominati’). Per queste ragioni il Tar Lazio ha dichiarato inammissibile, ‘per carenza di interesse’, il ricorso presentato dall’avvocato Andrea Mascherin, in proprio e quale Presidente del Consiglio Nazionale Forense, contro l’Autorita’ Nazionale Anticorruzione e il Ministero della Giustizia

Per l’Anac, “le Linee guida costituiscono linee di indirizzo anche per gli ordini professionali, non ritenendosi sussistenti ragioni di incompatibilità delle disposizioni con l’organizzazione di tali soggetti”. Il Cnf -da canto suo- ha ritenuto che gli ordini professionali non possono essere considerati destinatari degli obblighi di pubblicazione perchè ‘enti pubblici non economici a carattere associativo’, non gravanti sulla spesa pubblica e che, in ogni caso, la fonte legislativa alla base del provvedimento di Anac fosse illegittima per eccesso di delegazione.

Il Tar, richiamato un parere del Consiglio di Stato, ha precisato che le linee guida in questione «costituiscano un atto non regolamentare» e appaiano riconducibili al novero delle linee guida “non vincolanti”. Lo stesso Consiglio di Stato ha precisato che «i destinatari possono discostarsi dalle linee guida, mediante atti che contengano una adeguata e puntuale motivazione, idonea a dar conto delle ragioni della diversa scelta amministrativa». Il giudice amministrativo ha escluso «la portata immediatamente precettiva, dato che l’influenza diretta di dette Linee guida è valutabile solo attraverso la loro concreta applicazione» e dunque, «stante il ritenuto difetto di attualità della lesione e l’assenza di concreto pregiudizio e connesso interesse a ricorrere», ha stabilito l’inammissibilità del ricorso del Cnf avverso le sole linee guida. Potrà, invece, essere successivamente impugnato solo l’eventuale «atto specifico che, in applicazione di tale indirizzo ove recepito, incida in maniera puntuale sulla posizione giuridica del destinatario».  

Link sito web ANAC 

Riferim.Linee Guida ANAC

Sentenza TAR LAZIO 14.02.2018

 

 

Print Friendly, PDF & Email