Assunzione illecita,danno erariale

il comportamento del convenuto che crei l’apparenza di una legittima assunzione a tempo indeterminato nella qualifica di un profilo  presupposto per la mobilità presso Azienda ospedaliera e per l’erogazione da parte della stessa della retribuzione, integra un danno erariale a causa della mancanza dei titoli necessari all’assunzione, ravvisandosi il prescritto nesso causale fra la condotta contestata e il danno. Per quanto attiene al  quantum della pretesa erariale, essa riguarda tutte le somme versate dall’azienda danneggiata, quindi anche le ritenute previdenziali e fiscali dovendo disattendersi la tesi per cui il convenuto dovrebbe rifondere solo gli importi netti ricevuti. Costituisce danno erariale, infatti, ogni somma versata dall’amministrazione danneggiata in conseguenza dell’azione illecita del responsabile, a prescindere dall’eventuale arricchimento di quest’ultimo (cfr., ex pluribus, la sentenza n. 108/2017, che sottolinea come il danno corrisponda alla misura di ciò che è stato versato dall’amministrazione in conseguenza dell’illecito, a prescindere dall’eventuale arricchimento del responsabile).

Nè può farsi luogo alla richiesta compensazione fra le utilità di cui si sarebbe giovata l’amministrazione e le perdite dalla stessa subite in quanto  le mansioni svolte richiedevano qualifiche e titoli, di cui il convenuto non era in possesso( (cfr. la sentenza di questa Sezione n. 55/2014, che distingue le due diverse ipotesi di prestazioni fungibili e di elevato profilo professionale).

CORTE DEI CONTI. SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE SICILIANA. SENTENZA N. 50/2018

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