Esecuzione.Intervento,presupposti

L’art. 499 cod. proc. civ., nel regolare i presupposti dell’intervento e i requisiti di contenuto-forma del modo di esplicarsi di esso, postula, infatti, l’esistenza di un credito assistito da titolo esecutivo (con le sole, tassative, eccezioni menzionate dalla stessa norma) e ne richiede la specifica indicazione nel ricorso per intervento, ma non opera richiamo alcuno (tampoco, in chiave condizionante) alla doverosità di pregresse intimazioni ad adempiere.

 D’altro canto, l’art. 480 cod. proc. civ. definisce il precetto come «l’intimazione di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo, entro un termine non minore di dieci giorni […] con l’avvertimento che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata» (anche qui, si noti, l’uso del verbo procedere), mentre, con speculari e contrapposte disposizioni, i successivi due articoli del codice, nel circoscrivere temporalmente l’idoneità in del precetto, fanno ambedue esclusivo riferimento all’inizio dell’esecuzione (art. 481: «il precetto diventa inefficace se nel termine di novanta giorni dalla sua notificazione non è iniziata l’esecuzione»; art. 482: «non si può iniziare l’esecuzione forzata prima che sia decorso il termine indicato nel precetto»), momento iniziale che, in ordine alle procedure di espropriazione, l’art. 491 cod. proc. civ. individua nel pignoramento. Dal punto di vista teleologico, poi, la necessità della prodromica intimazione risponde ad una duplice per un verso, offrire all’intimato debitore la possibilità dell’adempimento spontaneo dell’obbligazione nascente dal titolo, evitando così gli effetti limitativi della disponibilità dei beni correlati al minacciato pignoramento; ancora, consentire (ed anzi provocare) l’esperimento, in via preventiva rispetto all’espropriazione, dei rimedi oppositivi (ex art. 615 o 617 cod. proc. civ.), al fine (anche) di ottenere provvedimenti – di natura cautelare – aventi contenuto inibitorio dell’effettuazione del pignoramento, impedendo quindi, per altra strada, l’apposizione del relativo vincolo.
Orbene, le descritte funzioni appaiono del tutto inconferenti quando l’azione esecutiva sia svolta dal creditore con le forme dell’intervento: per la semplice (ma dirimente) ragione che, in tal caso, la previa intimazione del precetto mai potrebbe permettere al debitore di elidere la minaccia dell’espropriazione e le incidenze (legittimamente) deteriori sul potere dispositivo sui beni del suo patrimonio, per essersi queste ultime già verificatesi in conseguenza del precedente pignoramento. In definitiva, il dettato dell’art. 479 cod. proc. civ., nella parte in cui prescrive che «l’esecuzione forzata deve essere preceduta dalla notificazione del titolo in forma esecutivo e del precetto» ha riguardo unicamente all’espropriazione promossa con il pignoramento, non a quella esercitata in via di intervento; come, peraltro, ha già avuto modo di precisare – ancorchè per questa Corte…(Cass. 11/12/2012, n. 22645)…

Cass. Civile Sez. 3,  Sent. nr. 3021 Anno 2018
Data pubblicazione: 08/02/2018

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