Messaggi ricevuti acquisibili

I dati informatici acquisiti dalla memoria del telefono in uso al soggetto indagato (sms, messaggi whatsApp, messaggi di posta elettronica “scaricati” e/o conservati nella memoria dell’apparecchio cellulare) hanno natura di documenti ai sensi dell’art. 234 codice di procedura penale e la relativa attività acquisitiva non soggiace né alle regole stabilite per la corrispondenza, né tantomeno alla disciplina delle intercettazioni telefoniche. 

Lo ha stabilito la V Sezione della Corte di Cassazione nella sentenza pubblicata in data 16 gennaio 2018 (Rel. Morosini)  che ha precisato come non sia applicabile la disciplina sul sequestro della corrispondenza dettata dall’art. 254 del codice di procedura penale con riferimento a messaggi WhatsApp e SMS rinvenuti in un telefono cellulare sottoposto a sequestro, in quanto questi testi non rientrano nel concetto di “corrispondenza”, “la cui nozione implica un’attività di spedizione in corso o comunque avviata dal mittente mediante consegna a terzi per il recapito (Sez. 3, n. 928 del 25/11/2015, dep. 2016). Non è configurabile neppure un’attività di intercettazione, che postula, per sua natura, la captazione di un flusso di comunicazioni in corso, mentre nel caso di specie ci si è limitati ad acquisire ex post il dato, conservato in memoria, che quei flussi documenta.

Il sequestro riguardava le e-mail spedite e ricevute da account in uso alla persona indagata, nonché il telefono cellulare del tipo smartphone della medesima, successivamente restituitole, previa estrazione di copia integrale dei dati informatici memorizzati (sms, messaggi WhatsApp, e-mail).

Altro principio applicato in sentenza concerne la questione dell’interesse ad impugnare, già risolto dalle Sezioni Unite con una decisione intervenuta di recente, nella quale si è affermato il principio che il ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del tribunale del riesame di conferma del sequestro probatorio di un computer o di un supporto informatico-nel caso in cui ne risulti la restituzione previa estrazione di copia dei dati ivi contenuti- è ammissibile soltanto se sia dedotto l’interesse, concreto e attuale, alla esclusiva disponibilità dei dati (Cass. Sez. Unite nr. 40963 del
20/07/2017).

Cassaz.16.01.2018 Sent. nr.1822

 

 

 

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