Eccezione inattendibilità del teste

Il diritto-dovere di eccepire l’inammissibilità della prova testimoniale e l’inattendibilità del teste. All’incolpato si contestava la “violazione dell’art. 5 CD (dovere di dignità, probità e decoro) e 6 CD (dovere di lealtà e correttezza) per avere presentato in mala fede l’esposto disciplinare 29.05.2012 e la querela 28.05.2012 contro l’Avv. [TIZIO] del foro di *, per fatti giuridicamente inconsistenti, ma con l’intento strumentale, poi realizzato nei fatti, di eccepire la inammissibilità e comunque l’inattendibilità come teste (all’udienza di prove del 13.10.2012) nel procedimento civile ** pendente tra lo stesso Avv. [RICORRENTE] e l’Avv. [CAIO]. 

Il CNF ha statuito che “l’avvocato ha il diritto-dovere di eccepire l’inammissibilità della testimonianza e di addurre l’inattendibilità del teste, anche mediante la produzione in giudizio di copia della querela proposta contro il teste stesso, a meno che questa non fosse strumentalmente proposta al solo scopo di escluderne la deposizione ed avesse ad oggetto fatti palesemente inesistenti e comunque giuridicamente irrilevanti ai fini del decidere, quindi nel rispetto dei limiti di verità, continenza e pertinenza.”

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Pardi), sentenza del 23 settembre 2017, n. 124

 

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