Sequestro e segreto professionale

il Tribunale di () ha dichiarato inammissibile per carenza di interesse, a seguito del deposito del provvedimento di restituzione di quanto sequestrato, la richiesta di riesame presentata da ** avverso il decreto di perquisizione e sequestro emesso nei suoi confronti dal P.M. () nonché rispetto al decreto di convalida di sequestro reso dal medesimo magistrato inquirente il successivo 5 dicembre 2016.

In sede di gravame, la difesa ha rappresentato che il Tribunale aveva ravvisato l’ inammissibilità sopravvenuta dell’ istanza di riesame per carenza di interesse a impugnare, a seguito del dissequestro disposto dal PM, e comunque aveva fatto presente che era addirittura mancato a monte il sequestro stesso, giacchè l’ autorità inquirente si era limitata a estrarre copia della documentazione e dei supporti informatici procedendo poi alla restituzione dei documenti originali.

Costituisce sequestro probatorio l’ acquisizione, mediante estrazione di copia informatica o riproduzione su supporto cartaceo, dei dati contenuti in un archivio visionato nel corso di una perquisizione legittimamente eseguita ai sensi dell’ art. 247 cpp,quando il trattenimento della copia determina la sottrazione ali’ interessato dell’esclusiva disponibilità dell’ informazione e incide sul diritto alla riservatezza o al segreto. 

l’ attuale disposto dell’ art. 256 c.p.p. – nel testo introdotto dalli art. 8 I. 48/2008 ed applicabile anche agli esperti contabili ai sensi del combinato disposto degli artt. 200 c.p.p. e 5 d. Igs. 28.6.2005 n. 139 – ha superato i limiti in precedenza esistenti in tema di opposizione del segreto professionale prevedendo una tutela di carattere simmetrico rispetto a quella contemplata per la testimonianza; questa nuova disciplina stabilisce che nel caso in cui sorga la necessità di acquisire atti, documenti, dati, informazioni e programmi informatici l’ autorità giudiziaria ha l’onere di rivolgere una richiesta di consegna attraverso un decreto di esibizione, in virtù del quale sussiste un obbligo di rimessa immediata della cosa domandata, a meno che il soggetto destinatario della richiesta non dichiari per iscritto che il bene di cui si pretende l’ esibizione è oggetto di segreto professionale. La formale opposizione del segreto professionale, ove fosse stata sollevata in ragione della correlazione della disponibilità dei beni sequestrati o estratti in copia con un mandato professionale in precedenza conferito, sarebbe stata idonea a impedire all’ autorità giudiziaria di procedere al sequestro del bene richiesto in consegna, salvi gli accertamenti previsti dall’ art. 256, comma 2, cpp.

Non si può.pertanto, procedere al sequestro di documenti cartacei e dati informatici qualora il professionista opponga per iscritto il segreto professionale.

Cass. Penale Sez. 2, Sent. Nr. 51446 Anno 2017
Presidente: FUMU GIACOMO,Relatore: PAZZI ALBERTO, Udienza: 18/10/2017

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