Parte civile e sostituto processuale

E’ da ritenere legittimato a  validamente costituirsi parte civile il sostituto processuale del difensore nominato procuratore speciale a tal fine?   Remissione alle Sezioni unite della Cassazione. Secondo una parte della giurisprudenza di legittimità, l’azione civile può essere esercitata soltanto da un procuratore speciale abilitato a costituirsi in nome e per conto del rappresentato, secondo le prescrizioni modali degli artt. 76, 78 e 122 c.p.p., e non anche dal suo sostituto processuale (privo di procura speciale), il quale opera in maniera vicaria rispetto al difensore e non al procuratore speciale. Ciò in quanto sono delegabili le attività defensionali e non i poteri di natura sostanziale, onde la nomina, da parte del difensore della persona offesa, ai sensi dell’art. 102 cpp, di un proprio sostituto, non attribuisce a quest’ultimo il potere di costituirsi parte civile, rimanendo tuttavia salva la validità della costituzione ove questa avvenga in presenza della stessa persona offesa, nel qual caso essa deve ritenersi effettuata direttamente dal titolare del relativo diritto.

Si precisa, ancora – a maggior supporto della tesi sostenuta – che il sostituto processuale del difensore, quest’ultimo procuratore speciale nominato dalla persona offesa, non ha il potere di costituirsi parte civile, considerato che l’attribuzione al difensore del potere di costituirsi parte civile (legitimatio ad causam) costituisce istituto diverso dal rilascio del mandato alle liti (rappresentanza processuale), in quanto solo per quest’ultimo l’art. 102 c.p.p. prevede la possibilità della nomina di un sostituto che eserciti i diritti e assuma i doveri del difensore, con la conseguenza, appunto, che il sostituto processuale non è legittimato a esercitare l’azione civile nel processo penale, ferma restando l’efficacia sanante derivante dalla presenza in udienza della persona offesa (Sez. 2, sent. 12.05.2016 n. 22473; Sez. 4, sent. 22.04.2015 n. 24455, Rv. 263730; Sez. 5, sent. 03.02.2010 n. 19548, Rv. 247497 e 23.10.2009 n. 6680, Rv. 246147 ed altre, più risalenti).

Secondo altro indirizzo – su cui si è da ultimo assestata la Sez. 5, in particolare – “pur premesso che l’attribuzione al difensore del potere di costituirsi parte civile (legitimatio ad causam) costituisce istituto diverso dal rilascio del mandato alle liti e che solo per quest’ultimo l’art. 102 cod. proc. pen. prevede la nomina di un sostituto processuale che eserciti i diritti ed assuma i doveri della difesa … la facoltà, prevista esplicitamente nella procura speciale in capo al difensore di fiducia, di designare sostituti al fine di presentare la costituzione di parte civile configura la legitimatio ad causam anche in capo a questi ultimi, purché ritualmente e specificamente designati” (così Sez. 5, sent. 07.01.2016 n.18258).

Ancor più di recente, Sez. 5, sent. 16.02.2017 n. 18508, Rv. 270208 ha affermato, sempre in un caso sovrapponibile al presente (stante l’espresso
riferimento alla possibilità di delegare il sostituto al deposito dell’atto di costituzione, che la memoria di parte civile assume risultare dalla procura in
atti): “I ricorrenti incorrono in un evidente errore laddove non distinguono tra la costituzione di parte civile e la presentazione della relativa dichiarazione. Non è in dubbio che parte civile possa costituirsi esclusivamente il titolare del diritto ovvero il procuratore speciale all’uopo nominato ai sensi dell’art. 76 c.p.p. e che quest’ultimo non possa a sua volta costituirsi a mezzo di procuratore a meno che l’originaria procura non preveda una simile facoltà (Sez. 5, n. 11954 del 8 febbraio 2005, () Rv. 231713). Nel caso la costituzione avvenga a mezzo  del procuratore speciale che sia anche il difensore della parte civile, non è però necessario che egli proceda personalmente alla presentazione della dichiarazione attraverso cui la stessa viene effettuata, potendo provvedere a tale adempimento anche a mezzo del proprio sostituto eventualmente nominato ai sensi dell’art. 102 c.p.p., il quale non si costituisce in sua vece, ma si limita per l’appunto al deposito dell’atto di costituzione (in questo senso v. Sez. F. n.
35486 del 6 agosto 2013, ()  in motivazione, correttamente citata nella pronunzia di primo grado)”.

La divaricazione giurisprudenziale determinatasi impone pertanto, onde ridurre ad unità il dissidio interpretativo e porre fine a situazioni d’incertezza per  l’utente della giustizia, l’intervento risolutore delle Sezioni Unite sulla questione  di diritto sopra illustrata e così sintetizzabile: “Se sia o meno legittimato a  costituirsi parte civile il sostituto processuale del difensore nominato procuratore speciale a tal fine”.
P.Q.M. Rimette il ricorso alle Sezioni Unite. Così deciso in Roma, il 17 ottobre 2017

Cass. Penale sez. VI,  Ord. Nr. 49527 Anno 2017  Presidente: ROTUNDO VINCENZO. Relatore: TRONCI ANDREA

 

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