Sportelli di prossimita’

per favorire l’accesso alla giustizia per i cittadini. Informatizzazione del penale, cosi’ come gia’ successo nel civile. Nuove assunzioni. Piu’ trasparenza con la pubblicazione sul sito delle relazioni sulle ispezioni ordinarie negli uffici giudiziari. Sono i nuovi progetti e gli obiettivi illustrati dal ministro della Giustizia che ha tracciato un bilancio dell’attivita’ svolta e in itinere. “Dopo la riforma della geografia giudiziaria vogliamo costruire un modello di sportelli per una giustizia piu’ vicina al cittadino. Non vi e’ nessuna controtendenza rispetto alla riforma della geografia giudiziaria, io sono a favore di un’ulteriore razionalizzazione  della presenza di uffici giudiziari, gli sportelli sono un presupposto per andare avanti in questa direzione”. Il nuovo progetto prevede la creazione di sportelli, con personale proveniente dagli enti locali, che si occupera’ di orientare e informare i cittadini sui procedimenti, dar loro supporto nella predisposizione di atti che possono essere redatti senza l’aiuto di avvocati, fornire informazioni sullo stato dei procedimenti civili, ricevere comunicazioni e notifiche di cancelleria e depositare telematicamente, in nome e per conto dei cittadini, atti giudiziari. 

   Gli sportelli di prossimita’ serviranno a dare informazioni ai cittadini sui procedimenti, fornire e raccogliere moduli, dare supporto nella predisposizione di atti, depositare telematicamente atti giudiziari, ricevere comunicazioni e notificazioni di cancelleria.

Saranno realizzati utilizzando una parte di risorse comunitarie. Saranno utilizzate risorse comprese nei 120 milioni di euro gestiti dall’organismo intermedio del ministero della Giustizia attraverso il Pon governance 2014-2020: il servizio sara’ integrato con quelli gia’ presenti
sul territorio, dalla sanita’ ai servizi sociali, con la possibilita’ di stringere accordi con soggetti del Terzo settore, Ordini professionali, societa’ civile ed universita’.
Le tre regioni in cui partira’ la fase di sperimentazione sono state scelte dal ministero perche’ gia’ impegnate in esperienze di servizi correlati alla giustizia; la seconda fase partira’ nel 2018, con la diffusione in tutta Italia sulla base di interventi concordati con le regioni.

Fonte (AGI)

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