Imputet sibi

…L’avvocato non può più esercitare la professione forense ignorando alcune fondamentali norme quali quelle dedicate dal legislatore alla firma digitale o alla posta elettronica certificata in quanto queste costituiscono sicuramente la base dalla quale partire per poter affrontare in tutta (o quasi) tranquillità il processo telematico.

Nei procedimenti civili, per il comma 8 dell’art.16 del decreto legge n. 179/12, si applicano l’articolo 136, terzo comma e gli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile (invio della comunicazione tramite fax o rimessa all’ufficiale giudiziario per la notifica) soltanto nei caso in cui non sia possibile procedere all’invio della comunicazione di cancelleria tramite PEC, ai sensi del comma 4 art. 16 D.L. 179/12, per causa non imputabile al destinatario.

Allorche,invece, la comunicazione non sia stata ricevuta dal destinatario per una causa imputabile al medesimo (avendo omesso di controllare con la necessaria periodicità la capienza residua della casella, di scaricare e cancellare i messaggi che ne rendevano satura la memoria e, in definitiva, di porsi in condizione di ricevere il suddetto messaggio della cancelleria),tale modalità non si applica.

Imputet sibi,quindi, se non riceva la comunicazione di un provvedimento che richiedeva il compimento di adempimenti processuali a suo carico che il decorso vano del termine ha reso ormai inammissibili.

Vedi articolo dell’Avv. M.Reale su quotidiano giuridico.it

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2016/08/24/va-rigettata-l-istanza-per-mancata-ricezione-di-comunicazione-telematica-se-imputabile-al-difensore

 

 

 

300816

 

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