Avvocati ai raggi x

Archivio.Dalla “Indagine sull’immagine e la reputazione dell’avvocatura nell’opinione degli italiani”, emergono la buona tenuta dell’immagine dell’avvocato nell’opinione pubblica italiana e l’auto percezione critica che la categoria ha di se stessa, nonchè un profondo livello di sfiducia nel sistema giudiziario complessivamente inteso.

Secondo gli italiani, gli avvocati godono ancora di un discreto prestigio sociale pur non essendo considerata, quella forense, tra le attività professionali in assoluto più prestigiose.

Oltre all’80% degli italiani attribuisce alla professione di avvocato un livello di prestigio buono quando non addirittura ottimo. Nella percezione degli italiani, peraltro, nel corso dell’ultimo quinquennio il prestigio della professione forense è per la larga maggioranza degli intervistati, il 63%, rimasto invariato o è, addirittura, aumentato.

L’immagine e la reputazione della classe forense dunque restano, in uno scenario socio economico complesso, tutto sommato positive. Dinamicità, autonomia organizzativa dell’attività professionale, buone prospettive di ritorno economico e possibilità di relazioni significative con il mondo politico – imprenditoriale sono i fattori che rendono, nell’opinione degli italiani, particolarmente attrattivo l’esercizio della professione di avvocato oggi.

Ad influenzare, invece, meno positivamente l’immagine dell’avvocato è, per il 60% degli italiani, un fattore per così dire “esogeno”, non riconducibile almeno direttamente ad una responsabilità imputabile alla categoria forense, e, cioè, il cattivo funzionamento del sistema giudiziario del Paese.

A questo, si aggiungono anche fattori di natura “endogena” alla categoria forense, cioè ascrivibili seppure solo parzialmente alla categoria forense, come l’eccessivo orientamento al profitto, la vicinanza alla politica e la bassa qualità professionale di molti avvocati, che sono ritenuti da una percentuale minoritaria ma comunque molto significativa di italiani tra i principali elementi che influenzano negativamente l’immagine dell’avvocato…

La larghissima maggioranza (85%) ritiene però eccessivo il numero degli avvocati, e pensa che questi siano troppo orientati al profitto (82%), troppo coinvolti in politica (75%). Si aggiunga, poi, che per circa il 60% degli italiani l’avvocato non svolge un ruolo nello sviluppo socio economico del territorio in cui opera. Non vi è dubbio che l’immagine e la reputazione degli avvocati può scontare il consolidamento nel tempo di alcuni stereotipi che si attagliano forse solo a piccole minoranze della categoria forense e che certamente non rappresentano l’intero settore; tuttavia, occorre al contempo considerare che le opinioni espresse dagli italiani sono fondate generalmente su una conoscenza diretta della categoria forense e che l’“ipertrofia” della classe forense è ormai una evidenza. 

Estratto parziale. Rapporto Censis Marzo 2016 su cassaforense.it

RAPPORTO ANNUALE SULL’AVVOCATURA ITALIANA

L’indagine sui legali è stata realizzata su di un campione di 7.685 iscritti stratificati secondo l’area geografica (Nord, Centro e Sud), genere ed età anagrafica (classe di età inferiore ai 40 anni, classe di età compresa tra i 41 e i 49 anni, età superiore ai 50 anni). Sono stati inoltre rilevati anche i dati relativi alla fascia di reddito di appartenenza dei professionisti intervistati e lo stato civile. La ripartizione del campione sulla base del genere di appartenenza risulta articolata per il 55,1% in professionisti di genere maschile e per il restante 44,1% di donne professionisti.

Quella sui cittadini ha previsto la somministrazione di un questionario strutturato a un campione rappresentativo di 1.000 adulti residenti in Italia.

 

 

 

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