Processi infiniti

in Italia si discutono 2.613 cause ogni 100 mila abitanti,perfettamente in linea con la media europea (2.602 casi). «Sostenere che la mole di arretrato civile sia da ascrivere agli avvocati è un’illazione non avvalorata da alcun dato. Non esistono statistiche che stabiliscono che in un circondario si siano avviate più cause di quelle necessarie», ha commentato l’avvocato Enrico Merli, referente per l’Osservatorio Nazionale Permanente sulla Giurisdizione.
Le risposte sulle ragioni di una zavorra così pesante per il sistema Paese si trovano nei dati. La Commissione europea colloca i giudici italiani ai primi posti per produttività, ma l’Italia crolla nelle ultime posizioni non solo per la durata dei processi, ma anche nel rapporto tra numero di toghe e popolazione (12 ogni 100 mila abitanti). I problemi, allora, sono più legati alla struttura-giustizia che all’umoralità della cittadinanza.

«Senza considerare che il cosiddetto riordino della geografia giudiziaria, con il taglio di 30 tribunali periferici, ha peggiorato la situazione in quelli accorpanti», ha commentato l’avvocato Merli. La chiusura dei tribunali periferici, infatti, prevedeva sì che l’organico togato e amministrativo venisse trasferito nella nuova sede, tuttavia nella pratica molti giudici hanno optato per chiedere il trasferimento in altra sede. Risultato: tutto il contenzioso delle sedi periferiche è stato riversato su altri tribunali, non tutto il personale, però, ha seguito…

ildubbionews

Pubbl. 23.04.16

 

 

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