Precetto,nullità sanabile

Precetto,nullità sanabile. Sa sentenza di merito aveva statuito che la copia notificata dell’atto di precetto era priva della indicazione della data di notifica dei titoli esecutivi e quindi nulla per violazione dell’art. 480 c.p.c., nullità non sanata con il raggiungimento dello scopo, in quanto lo scopo sarebbe stato il pagamento della somma precettata, non la proposizione della opposizione, proposta proprio per far rilevare la nullità della stessa.La Cassazione annulla la sentenza statuendo che…

Spese processuali,liquidazione

Spese processuali,minimi,specificità. La liquidazione delle spese processuali non può essere compiuta in modo globale per spese, competenze di procuratore e avvocato, dovendo invece essere eseguita in modo tale da mettere la parte interessata in grado di controllare se il giudice abbia rispettato i limiti delle relative tabelle e così darle la possibilità di denunciare le specifiche violazioni della legge o delle tariffe (cfr. Cass. 8.3.2007, n. 5318; Cass. 1.2.2000, n. 1073; Cass. 14.7.2009, n. 16390).

Equo compenso e appalti PA

Un ingegnere impugna d’innanzi al TAR Calabria il bando e il disciplinare di gara con i quali il Comune di Catanzaro ha messo a gara l’affidamento dell’incarico per la redazione del nuovo piano strutturale comunale, nonché le delibere prodromiche all’indizione della gara,lamentando,tra l’altro, anche la previsione dell’incarico a titolo gratuito, salvo un rimborso delle spese sino ad un ammontare massimo di € 250.000,00.  

Viene evidenziata l’illegittimità di tale previsione sotto vari profili e, in particolare, con il contrasto con le norme del codice civile e del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, dalle quali si ricaverebbe l’essenziale onerosità degli appalti pubblici.

Il TAR accoglie il ricorso con una articolata motivazione argomentativa ritenendo,tra l’altro chepiù significativamente, la l. 4 dicembre 2017, n. 172, nel convertire d.l. 16 ottobre 2017, n. 148, vi ha inserito l’art. 19-quaterdecies, il quale, al comma 3, stabilisce che la pubblica amministrazione, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, garantisce il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti dopo la data di entrata in vigore della citata legge di conversione.

Il compenso si intende equo, ai sensi del comma 2 dell’art. 13-bis l. 31 dicembre 2012, n. 247, che proprio il citato art. 19-quaterdecies ha introdotto e reso applicabile a tutti i professionisti, se è proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione.