“DatAvvocato” al via

La banca dati giuridica realizzata in esclusiva dal Gruppo 24 Ore per Cassa Forense on line da lunedì 26 giugno 2017.

Contenuti aggiornati e motore di ricerca innovativo. On line a partire da lunedì 26 giugno 2017, DatAvvocato, il servizio di banca dati giuridica realizzata in esclusiva dal Gruppo 24ORE per Cassa ForenseDatAvvocato, presentata in occasione della Convention nazionale dell’Ente di previdenza e assistenza degli avvocati italiani dal Presidente Nunzio Luciano, dall’Amministratore Delegato del Gruppo 24ORE Franco Moscetti e dal Direttore del Sole 24 Ore Guido Gentili, è un servizio che verrà erogato da Cassa Forense gratuitamente agli oltre 240 mila avvocati italiani.

PCT, dati maggio 17

Avvocati e professionisti rimangono fedeli al deposito telematico degli atti che, come mostrano i dati, è in continua crescita. Sono circa 80mila i depositi telematici registrati a maggio 2017, ben il 9% in più dello scorso anno, con una crescita media mensile del 15%. Buone notizie giungono anche dai pubblici elenchi gestiti dal Ministero della Giustizia dove risultano 1.086.272 di indirizzi elettronici attivi, di cui 255.294 sono avvocati muniti per la maggior parte (94%) di indirizzo PEC. Tra i provvedimenti nativi digitali depositati dai magistrati si registra un aumento dell’8%, ben 32.635 in più rispetto a maggio 2016. Bene anche per i pagamenti telematici, sono 155.359 i pagamenti effettuati per un incasso totale di € 32.090.541.

Avvocati uffici legali

 Ai sensi dell’articolo 23 della legge professionale, agli avvocati degli uffici legali specificamente istituiti presso gli enti pubblici deve essere assicurata la piena indipendenza e autonomia nella trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’ente. La carica di direttore generale dell’ente non è quindi compatibile – come da giurisprudenza costante della Corte di Cassazione – con l’iscrizione nell’elenco speciale annesso all’albo degli avvocati per difetto dei requisiti dell’esclusività, indipendenza e stabilità, richiesti dalla legge.

Consiglio nazionale forense (rel. Salazar), 22 febbraio 2017, n. 17.

Scarsa tutela proprietà in Italia

In Italia la proprietà non è percepita come un valore ‘in sé’, e per questo non viene tutelata come dovrebbe. Nelle principali classifiche internazionali sul grado di libertà economica nei diversi Paesi, l’Italia ottiene risultati a dir poco insoddisfacenti per quanto riguarda la protezione dei diritti di proprietà. Tale tendenza, negli ultimi anni, si è manifestata con particolare evidenza con l’emersione nel dibattito pubblico di un nuovo diritto sociale: il cosiddetto “diritto all’abitazione”, che anche secondo diverse pronunce giurisprudenziali dovrebbe essere considerato come un diritto costituzionale, pur non essendovi menzionato espressamente.

Quello delle occupazioni abusive, infatti, costituisce un problema sociale sempre più allarmante, come testimoniano, di recente, la scampata depenalizzazione dell’omologo reato, la copiosa giurisprudenza che ne giustifica la commissione sulla base di esigenze di solidarietà che, nel tempo, si sono via via allargate fino a ricomprendere fattispecie del tutto lesive del diritto di proprietà, nonché, da ultimo, la legge di conversione del “decreto sicurezza”…