Avvocati in pericolo

Endangered Lawyers, Avvocati in pericolo: il caso Turchia. Seminario a Palermo. Una repressione contro tutti: giornalisti, avvocati, magistrati, insegnanti. Il governo Erdogan, con le sue purghe, continua a procedere con gli arresti nei confronti dei soggetti avversi al regime. Le statistiche sono sconfortanti: 41.326 arresti effettuati, più di 2.000 magistrati e avvocati coinvolti. Per discutere di tutto ciò l’associazione Giuristi Siciliani ha organizzato un interessante convegno che si terrà il giorno 27 MARZO 2017 dalle ore 09.00 alle ore 13.00 presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo.

Carcere e suicidi

Sale il numero dei suicidi dietro le sbarre. A fine febbraio in carcere,nottetempo, un detenuto straniero di 30 anni, recluso nel carcere di Caltanissetta, si è tolto la vita utilizzando le lenzuola della cella. L’uomo, in carcere dal 2014, avrebbe finito di espiare la pena nel 2018. 

Omesso deposito inventario

Il chiamato all’eredità che presenta la dichiarazione di successione beneficiata, è tenuto a provvedere all’adempimento entro tre mesi, con possibilità di chiedere una proroga all’autorità giudiziaria. L’omesso deposito dell’inventario riqualifica l’erede puro e semplice.  La Corte di cassazione, con due pronunce emesse lo stesso giorno, si è espressa in materia di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, affermando che, ai fini della determinazione dell’imposta di successione, non c’è differenza tra l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario e quella pura e semplice e spetta sempre al chiamato provvedere a documentare, ai sensi delle disposizioni dell’articolo 23, Dlgs 346/1990 (Testo unico sulle successioni), le dedotte passività e procedere alla redazione dell’inventario, ottemperando a quanto disciplinato dagli articoli 485 e 487 del codice civile. Con l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, il chiamato accetta di diventare erede del de cuius, ma il patrimonio rimane distinto dal patrimonio dell’erede.

Corrispondenza tra Colleghi

Quando non producibile né riferibile in giudizio.  L’art. 48 del nuovo Codice deontologico forense (già art. 28 codice previgente) vieta di produrre o riferire in giudizio la corrispondenza espressamente qualificata come riservata quale che ne sia il contenuto, nonché quella contenente proposte transattive scambiate con i colleghi a prescindere dalla suddetta clausola di riservatezza.